La polizia contro le centinaia che protestano il banchetto per la regina britannica

Niente fotografie!Circa 250 persone hanno preso parte mercoledì sera alla marcia organizzata da Éirígí (raggruppamento repubblicano socialista, ndt) durante il banchetto in onore della regina britannica, presso il castello di Dublino. Militanti del Workers Solidarity Movement (WSM) si sono uniti alla manifestazione ma la Garda (la polizia irlandese, ndt) ha intercettato la persona che trasportava le nostre bandiere e i nostri striscioni, rendendoci invisibili. Questa è stata solo una parte della strategia di soppressione della protesta visibile che è stata adottata dalla Garda durante tutta la visita della regina britannica, nonostante avesse precedentemente affermato che avrebbe "agevolato la protesta". [Original article in English]

Così la fonte anonima della Garda citata dal giornale "Irish Examiner" ("una protesta ragionevole e pacifica sarà permessa, ma fino ad un certo punto") ha dimostrato di avere il solito valore delle fonti anonime della Garda quando fanno affermazioni vaghe. E questo nonostante i grandi sforzi di Éirígí per assicurare una protesta pacifica. Almeno due degli intervenuti sul palco della manifestazione (Breandán MacCionnaith e Louise Minihan) hanno invitato chi non avesse avuto intenti pacifici a lasciare la manifestazione. E infatti gli addetti hanno allontanato un paio di persone giudicate troppo chiassose. Ma invece di agevolare una protesta così pacifica, la Garda ha strappato manifesti, rimosso adesivi, sequestrato striscioni, bandiere e volantini non appena possibile.

Dunque la campagna intimidatoria della Garda, oltre a privare il WSM di uno striscione e quattro bandiere, ha tolto a Éirígí due striscioni e una pila di manifesti. In uno degli striscioni ritenuti tanto offensivi dalla Garda, si leggeva "Bisogna finanziare le comunità, non le visite reali". Su Marrowbone Lane invece, i Gardaí hanno strappato dei manifesti nonostante gli attivisti avessero prima mostrato l'autorizzazione e poi portato sul posto un ufficiale comunale per confermare l'autorizzazione.

La scorsa notte c'erano due o tre Gardaí per ogni manifestante, uniti in uno sbarramento compatto per bloccare la strada verso il Castello di Dublino. Alcuni attivisti di Shell to Sea che erano su Fishamble Street ci hanno detto che lì c'erano 20 furgoni carichi di poliziotti antisommossa, "pronti e scalpitanti". Al nostro fotografo è stato proibito fotografare i Gardaí (vedi foto sopra), mentre qualche giorno prima alcuni poliziotti erano stati filmati a Summerhill mentre facevano cadere violentemente a terra alcune donne prima di arrestarle. Il motivo sarebbe una semplice protesta verbale per il livello di forza usato durante l'arresto di alcuni manifestanti nella stessa zona. Inoltre nella zona sud-ovest di Dublino, hanno minacciato una donna di sfondare la porta del suo appartamento se non avesse ritirato lo striscione che aveva appeso alla finestra.

Il banchetto del Castello di Dublino era il luogo d'incontro in cui le élite britannica e irlandese stavano seppellendo simbolicamente l'ascia di guerra in nome di un programma comune: fregare la classe lavoratrice di entrambe le isole. Gran parte della visita è stata costruita intorno al concetto di "andare avanti", lasciandosi alle spalle le relazioni coloniali che hanno caratterizzato la storia tra le due isole. Lo striscione del WSM enfatizzava questo concetto proclamando "Vecchio padrone, Nuovi padroni: La lotta di classe continua". Ma sfortunatamente, dall'inizio della crisi, la lotta di classe la sta portando avanti quasi esclusivamente la loro classe. E purtroppo questo è confermato dalle limitate dimensioni della protesta durante la visita.

La stessa visita è stato un gran colpo pubblicitario per la "normalizzazione delle relazioni" tra gerarchie governanti, anche grazie ai sempre obbedienti media che hanno trasmesso l'idea che chiunque protesti sia in realtà un retrograda terrorista neanderthaliano. Praticamente nessun difensore dei diritti civili ha osato contestare le azioni repressive, e l'operazione della notte scorsa ha incluso - crediamo per la prima volta - l'adozione della controversa tattica del "kettling" della polizia londinese: una parte della folla viene circondata dalla polizia, e le persone sono bloccate all'interno di un quadrato per diverse ore. Infatti un secondo piccolo corteo organizzato dal repubblicano 32-County Sovereignty Movement è stato ingabbiato per diverse ore dopo l'accensione di alcuni fuochi d'artificio. I media hanno riportato che dal gruppo erano stati lanciati "fuochi d'artificio, bottiglie e rifiuti", così i Gardaí hanno estratto i manganelli e ci sono stati almeno otto arresti. Ma gli otto sono stati rilasciati questa mattina senza nessuna accusa, nonostante la detenzione.

Nella maggior parte dei paesi ci si aspetterebbe che la parte liberale del sistema non solo contesti un tale abuso di potere della polizia, ma invii anche degli osservatori alle manifestazioni in cui questi abusi sono probabili. In Irlanda questo non avviene quasi mai, permettendo alla Garda di operare con una certa impunità. La sicurezza dimostrata dai Gardaí negli abusi di potere degli ultimi giorni fa pensare a rassicurazioni dai loro superiori sull'assenza di possibili ripercussioni. E questo porta avanti il modello repressivo adottato a Rossport in occasione delle proteste contro il progetto della Shell, quando la Garda usò ripetutamente la violenza contro i manifestanti.

La repressione della Garda è certamente parte di quella storia sulla scarsa partecipazione alle manifestazioni, ma questa non può essere una spiegazione esaustiva: la repressione fu forse più evidente in occasione delle proteste contro il Summit europeo del primo maggio 2004. E in quell'occasione ben 5.000 persone presero parte al corteo vietato che fu organizzato dalla rete libertaria Dublin Grassroots Network. L'altra sera invece, contando entrambe le manifestazioni, non c'erano più di 400 persone per strada, forse addirittura 300. La conclusione della visita reale dovrebbe essere lo spunto per un dibattito schietto sul perché nessuno ha preso parte alle proteste, al di fuori di circoli repubblicani marginali e di una manciata di attivisti provenienti da frange dell'estrema sinistra.

Traduzione di Luca Lapolla per la FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali [Original article in English]

Vecchio padrone, nuovi padroni, la lotta di classe continua. Striscione in preparazione prima della protesta

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