Irlanda – analisi del piano quadriennale di austerità di FMI e BCE ed appello alla resistenza

Ieri il governo irlandese ha annunciate i dettagli relative al piano quadriennale previsto dall'intervento di "salvataggio" delle banche ad opera di FMI e BCE. Sono previsti €5 miliardi di nuove tasse e €10 miliardi di tagli nel cosiddetto "Ripresa Nazionale" che in realtà impegnerà il 10% del PIL. Come cercheremo di dimostrare, quasi tutti questi costi saranno pagati dai lavoratori, in particolare da quelli a salario più basso, cioè da coloro che hanno tratto poco o nessun beneficio dagli anni del boom. Quell'1% più ricco della popolazione non viene toccato, soprattutto sul versante dell'evasione fiscale ed in particolare della loro abilità di evitare di non pagare affatto le tasse, ossia nei casi dove passano 6 mesi di vacanze all'estero all'anno. [Original in English]

L'obiettivo del piano è quello di portare il deficit dal 12% al 2% entro il 2014. La BCE insieme al FMI sta chiedendo che già per il prossimo anno il deficit venga portato al di sotto del 10%.

Solo lo stato sociale subirà nel quadriennio tagli per €2,8 miliardi, con un taglio medio del 15%. Se viene mantenuta la promessa di non tagliare le pensioni, questo comporterà tagli di molto superiori al 15% in qualche voce di spesa dello stato sociale. Se le pensioni vengono escluse, i tagli saliranno al 20-25%. Nel primo anno il governo sta pianificando un taglio di €800 milioni dallo stato sociale, per riportarci ai livelli del 2007. I dettagli di questi tagli non sono ancora stati rivelati, ma si annunciano come tagli molto probabilmente selvaggi.

Il salario minimo deve essere ridotto di un euro all'ora, riducendolo già dell'11,5% prima che venga tassato - altra novità del piano. L'aumento del 2% dell'IVA poi colpisce ancora più duramente i più poveri.

Il piano consta di 160 pagine divise in 5 sezioni: "spesa corrente; spesa in capitale; tasse; aree potenziali per la crescita economica; insieme ad un capitolo sulle riforme." I crediti fiscali saranno ridotti e le fasce fiscali verranno ampliate comprendendo così anche i redditi più bassi finora esclusi. Si punta in questo modo alla raccolta di altri €2 miliardi per il 2011. Chi percepisce un reddito annuo di oltre €15.300 finirà nella rete del fisco, mentre ora la soglia di esenzione è di €18.000. Paula Clancy del think-tank indipendente TASC ha clamorosamente rivelato che da una loro analisi preliminare emerge che "In termini di imposta sul reddito, le persone singole sui €40.000 e quelle sui €300.000 subiranno un aumento dell'imposta sui loro redditi pari a €1.860 a causa dei cambiamenti sui crediti di base e delle fasce di imponibile. In effetti, questo significa che chi percepisce un medio salario industriale si troverà tassato come gli alti percettori di reddito".

Altri €5 miliardi dovrebbero arrivare da una imposta sugli immobili e dall'introduzione di una tassa sull'acqua uguale per tutti che consentirà agli ultraricchi residenti nelle loro case principesche di pagare esattamente la stessa tariffa pagata dai lavoratori sottosalariati che vivono in abitazioni fatiscenti. La tassa sugli immobili sarà basata sul valore della zona, resta da vedere come verrà implementata.

Oltre 24.000 lavoratori del pubblico impiego stanno per perdere il loro posto di lavoro ed i nuovi assunti subiranno un taglio del 10% del loro stipendio. Si intende anche tagliare le pensioni del pubblico impiego dal 12 al 6%, esentando solo chi percepisce meno di €12.00 all'anno.

Un altro miliardo e 400 milioni di euro verrà recuperato dal già malfunzionante sistema sanitario. Si prevede che 1.500 lavoratori all'anno perderanno il loro lavoro con conseguenti tagli per la tessera sanitaria [1] ed al pagamento dei medicinali. [2]

Le tasse universitarie aumenteranno di €2.000 all'anno, e i ripetenti dell'esame di maturità dovranno pagare una tassa di €500. Anche le borse di studio saranno tagliate.

Le esenzioni sugli interessi sui mutui non ci saranno più dopo il 2013 per i lavoratori che acquistano una casa e dopo il 2018 non ci saranno più per nessuno.

Sebbene possa sembrare che si metta fine alle agevolazioni sull'imposta sugli immobili, in realtà non c'è nessuna traccia di un piano che si occupi di quell'1% che possiede il 34% della ricchezza e che non paga nessuna imposta sul reddito grazie all'uso legale di passare 6 mesi all'anno fuori dal paese. Né vi è traccia di un'imposta straordinaria su quell'1% che ha fatto i miliardi in compravendite immobiliari nel periodo del boom. Invece i sottosalariati e chi vive di welfare vengono chiamati a pagare i costi di una crisi che non hanno provocato.

Per aggiungere insulto all'ingiuria, si prevede di lasciare l'imposta d'impresa al 12,5%, la più bassa in Europa. I disoccupati devono pagare i costi della crisi al posto dei signori di Google, Facebook o Pfizer (che fa il Viagra a Cork). Google ha recentemente registrato un aumento dei 25% dei profitti pari a US$1,84 miliardi.

Che il piano soddisfi gli interessi del più ricco 1% della società irlandese viene rivelato dalle reazioni positive delle loro organizzazioni, con in testa la IBEC [3] che nel giro di un'ora dalla pubblicazione del piano annunciava che "riconosceva l'importanza di una strategia di crescita per l'economia irlandese" e chiedeva di più dicendo che "è vitale che si vari una finanziaria a favore delle imprese, per far andare avanti il paese". Chiunque conosca il sinistro significato che sta dietro il gergo della IBEC comprenderà che si tratta di una richiesta per ulteriori tagli e per ulteriori minacce ai salari ed alle condizioni di vita. Anche le organizzazioni degli aspiranti a quell'1% hanno gradito il piano: i minicapitalisti del RGDATA, l'associazione indipendente dei negozi alimentari, hanno dato il loro benvenuto al "doveroso" impegno contenuto nel piano per una revisione della Commissione Unitaria del Lavoro per il Meccanismo di stabilità dei salari, il che tradotto significa che vogliono indebolire le leggi che impediscono loro di pagare i più bassi salari possibili e quindi puntare ad una campagna contro il salario minimo.

Il prossimo sabato ci sarà una grande occasione per manifestare la nostra opposizione a questo piano. L'ICTU ha lanciato un appello per un corteo che attraverserà Dublino con la partecipazione di molte migliaia di persone. Occorre unirsi allo spezzone della 1% Network, che chiederà che sia quell'1% di irlandesi a pagare la crisi e che si organizzi uno sciopero generale per perseguire questo obiettivo.

I dirigenti dell'ICTU vogliono solo fare un accordo per "tagli più sopportabili" e per ritornare alla concertazione sociale. Al loro approccio moderato, il governo ha risposto rimuovendo l'esonero delle tasse sulle tessere sindacali, del tutto insignificante in termini economici ma senz'altro un chiaro messaggio per quanto riguarda il rispetto verso il sindacato all'interno dei palazzi del potere. Le proteste simboliche, siano esse cortei o scioperi simbolici di 24 ore, non costringeranno mai quell'1% a pagare; per combatterli in modo serio è necessario organizzare uno sciopero generale che li metta in ginocchio.

Andrew Flood
Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
Ndt:
1. Tessera riservata ai più poveri che assicura accesso gratuito al sistema sanitario.
2. Per approfondimenti su questo, vedi: http://www.wsm.ie/c/four-year-plan-irish-health-service
3. Irish Business and Employers Confederation, la Confindustria irlandese.

[Original in English]

  


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